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Un itinerario da apprezzare con calma, attraverso ampi ambienti di visita e spazi all’aperto, alla scoperta di autentiche delizie di un Monferrato sempre generoso nel dispensare cose belle e, in questo caso, anche rare: da pievi-gioiello al Castello dei Sannazzaro di Giarole, citati da Dante nel Convivio, scrigno di meraviglie d’arte e arcani tra storia e leggenda, sino all’aristocratica Altavilla, gelosa custode di passioni operose, alambicchi, sapori brucianti, coraggio liquido e ricette dello spirito, fra essenze che simbolicamente inviano a significati positivi e rosei accadimenti.

Con la storica dell’arte Maria Grazia Imarisio
Architetto, docente di storia dell’arte nei licei e poi all’Università degli Studi di Torino. Studiosa di archivi antichi e autrice di svariati volumi di arte e architettura, saggi su La Stampa, Il Giornale dell’Arte e altre importanti testate di settore. Relatore in molti convegni, conferenze e corsi in sedi prestigiose a Torino e in varie località del Piemonte, a Parma, Milano e Venezia, dove ha curato diverse mostre e cataloghi d’arte e architettura. Da oltre trent’anni crea e guida itinerari culturali con la stessa passione e amore per la tutela dei luoghi che da sempre l’hanno spinta a viaggiare per scoprire nuove mete da conoscere e valorizzare.

 

PROGRAMMA DI VIAGGIO
ORE 8,30 – Ritrovo dei partecipanti in Piazza Carlo Felice, angolo Corso Vittorio Emanuele II (di fronte al negozio Decathlon) e partenza con capiente bus privato per GIAROLE, raccolto borgo agricolo fondato prima del Mille sulle rive del torrente Grana. Il nucleo originario incorniciava l’antica Pieve di San Pietro, per trasferirsi poi intorno al Castello, la cui chiesa romanica, dedicata a San Giacomo, è stata a lungo parrocchiale e si dice che tragga origine da un insediamento di monaci colombaniani. All’interno sono preziosi affreschi quattrocenteschi, capolavori del Moncalvo e del Maragliano e una singolare tela del ‘500. La costruzione del Castello, che visiteremo in modo davvero speciale, risale a un diploma del Barbarossa, se pure altri documenti ne attestino l’esistenza da fine ‘200. Riplasmato in varie epoche, è divenuto residenza di campagna nel ‘700, mentre a metà ‘800 furono restaurate e ridecorate secondo il gusto neogotico l’ala occidentale e settentrionale con affascinanti risultati scenografici; dal vasto salone d’ingresso, allo scalone, alla sala da ballo sino alle camere da letto auliche, emerge l’opera di valenti artisti piemontesi, fra cui il Morgari, il Guala e il Gastaldi. Caso pressoché unico in Italia, il Castello è sempre appartenuto alla stessa casata, i Sannazzaro conti di Giarole e baroni di Ozzano, che l’abitano tuttora.

Si deve a tale particolarità l’eccezionale pregio formale e conservativo del maniero, della ghiacciaia e delle altre pertinenze, come del parco di circa 23000 mq d’impianto ottocentesco all’inglese, ricco di alberi secolari e percorso da passaggi segreti sotterranei. L’elevato prestigio di cui ha sempre goduto la casata dei Sannazzaro, ha nel tempo richiamato al castello illustri ospiti, come i princìpi Paleologi e Gonzaga, Carlo Emanuele III col futuro Vittorio Amedeo III, Vittorio Emanuele II, Napoleone III, Emanuele Filiberto di Savoia-Aosta, artisti e altri personaggi celebri.

Trasferimento a Casale Monferrato per pranzo libero.

Proseguimento per ALTAVILLA MONFERRATO, di fondazione medievale, adagiata su di una colle boscoso a guardia della valle del Grana, tra poggi tufacei, antiche torri e fortilizi in rovina, nel dolce scenario delle colline del Monferrato. Concessa in feudo nel 1026 al monastero di Novalesa da Corrado II, Altavilla figurava nel 1320 tra i comuni schieratisi a favore del marchese Giovanni di Monferrato, sotto il cui dominio è più tardi caduta. Risalgono a tale periodo l’edificazione del castello e delle mura urbiche, oggi in rovina e in parte inglobate in un palazzo di più recente fattura. Unita nel 1708 ai domini sabaudi, vanta tra i suoi monumenti di maggior pregio la secentesca Parrocchiale di San Giulio, nella quale sono alcune importanti opere del Moncalvo e della figlia Orsola Maddalena Caccia. Il piccolo borgo agricolo vanta due delle distillerie più antiche d’Italia: l’Antica distilleria di Altavilla, in località Cittadella, e la Mazzetti di Altavilla, a margine del paese, dove l’attività distillatoria è stata iniziata nel 1846 da Filippo Mazzetti in un antico monastero, tuttora sede dell’azienda. Immersa nel parco storico è la neoclassica Chiesa della Madonna delle Grazie, detta “La Rotonda” per la pianta circolare, nobile cappella votiva con una spettacolare croce sotterranea. Tour guidato e degustazioni alcoliche e di dolcezze, abbinate a sapori della natura, nella “Casa della Grappa”, dove ci si immerge in un concentrato di storia, leggenda, arte, profumi e aromi. Sono inoltre visitabili l’esposizione fotografica Il Piemonte nello Spirito e la mostra d’arte 170 Anni di Grappa, con testimonianze curiose e interessanti sull’evoluzione del distillato italiano nel tempo, allestite nella magione Mazzetti, affacciata su una grandiosa balconata naturale.

Rientro a Torino e arrivo nel tardo pomeriggio.

 

SCHEDA TECNICA
Quota individuale di partecipazione:  € 68,00
La quota di partecipazione comprende: bus privato da 50 posti, ingressi come da programma, accompagnamento culturale di uno storico dell’arte, radioguide, assicurazione medica.
Numero MASSIMO di partecipanti: 20
Iscrizioni e pagamenti: Iscrizione e saldo entro il 12 giugno 2020

I pagamenti possono essere effettuati con assegno, bancomat o carta di credito presso i nostri uffici (dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 13 e dalle 14 alle 19) oppure con bonifico bancario intestato a: Raggiungere Tour Operator – Monte dei Paschi di Siena IBAN IT 38 Q 01030 20000 000000281052
Indicando nella causale:  «MONFERRATO + cognome/nome + n° partecipanti».

In caso di annullamento dopo il 12 giugno, la quota di partecipazione non sarà rimborsabile.

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