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Un itinerario culturale per esplorare il Casentino, prima terra bagnata dall’Arno che ha la sua sorgente sul Monte Falterona. La storia di questo territorio cominciò in età antica, con i primi insediamenti Etruschi. Le sue foreste sono un’area ben nota fin dal Medioevo, quando le popolazioni toscane utilizzavano il prezioso legname per la costruzione di importanti edifici e flotte navali. Il viaggio prosegue nel territorio del Chianti, continuo campo di battaglia fra i potenti Comuni delle città di Siena e Firenze, che si contendevano questi territori dal Medioevo al Rinascimento; fedeli testimoni sono i molti castelli e borghi fortificati.

 

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PROGRAMMA DI VIAGGIO

Partenza da Torino in pullman privato e arrivo nel primo pomeriggio in CASENTINO, la prima terra bagnata dall’Arno che ha la sua sorgente sul Monte Falterona, a 1370 metri di quota. La storia di questo territorio cominciò in età antica, con i primi insediamenti Etruschi che nel “Lago degli Idoli”, ai piedi del Monte Falterona, veneravano le proprie divinità. Le Foreste Casentinesi sono un’area ben nota fin dal Medioevo, quando le popolazioni toscane utilizzavano il prezioso legname proveniente da questi boschi per numerose attività, come la costruzione di vari edifici tra cui la Cupola del Brunelleschi mentre il Granducato di Toscana impiegò gli enormi abeti bianchi ricavati da queste montagne per costruire gli alberi maestri delle flotte navali di Pisa e Livorno. Particolarmente importanti per questi luoghi e la conservazione delle Foreste, sono stati gli insediamenti monastici di Camaldoli e di La Verna.

Visita alla Pieve di S. Pietro di Romena, fra le più̀ antiche e suggestive di arte romanica del Casentino.

Proseguimento per Pratovecchio, patria di Paolo Uccello, grazioso paese sulla riva sinistra dell’Arno, antico mercatale del sovrastante Castello di Romena, che dal XII secolo e fino al 1357 fu proprietà̀ dei nuovi signori della valle, i conti Guidi, che ospitarono Dante durante il suo esilio in Casentino.

Raggiungiamo infine Bibbiena, check-in e cena in hotel.

Dopo la prima colazione in hotel, partenza per la visita del Castello di Poppi, il monumento principale del Casentino. Al contrario di tutti gli altri castelli ed architetture medievali della zona non è stato rovinato dal tempo e dagli uomini essendo sempre stato usato come residenza del potere politico o amministrativo locale; infatti, ancora oggi vi ha sede il Comune. Fin dalle sue origini la storia del castello è strettamente legata a quella della più̀ grande famiglia feudale del Casentino che mise Poppi al centro delle sue proprietà̀ ed abitò questo maniero per quasi quattrocento anni: i conti Guidi. Visita guidata del Castello (XII-XIII secolo) con la Biblioteca e le sue preziose raccolte bibliografiche, la Cappella affrescata con Storie del Vangelo di Taddeo Gaddi (che ha sempre rivestito, tra i giotteschi della prima generazione, un posto di preminenza) e la Mostra permanente della Battaglia di Campaldino (1289) dove i guelfi di Firenze (tra questi Dante) sconfissero i ghibellini di Arezzo.

Visita della Badia di San Fedele, una delle strutture più interessanti del Casentino, da un punto di vista storico, architettonico e per le opere pittoriche qui conservate. La chiesa ha un particolare valore devozionale per gli abitanti della zona perché legata alla figura del Beato Torello, patrono del borgo casentinese, le cui spoglie sono conservate nella suggestiva cripta romanica.

Tempo libero per il pranzo e proseguimento per Camaldoli nel cuore del Parco delle Foreste Casentinesi, dove risiede una comunità di monaci benedettini, creata all’inizio dell’anno mille da San Romualdo di Ravenna. Fondando il Sacro Eremo, si ispirò alla spiritualità dei monaci orientali che fin dai primi secoli del cristianesimo si ritiravano nei deserti per vivere una quotidianità intessuta di preghiera, silenzio, solitudine. Tre chilometri più a valle in un luogo chiamato Fontebona, alcuni anni dopo fu costruito un ospizio per pellegrini e viandanti, il futuro Monastero: un’apertura verso il prossimo.

Il Sacro Eremo e il Monastero rappresentano le due dimensioni fondamentali dell’esperienza monastica voluta dall’eremita: la solitudine e la comunione. Nel corso dei secoli eremo e monastero si ampliarono enormemente fino ad assumere la forma attuale, dove la comunità monastica vive nella ricerca di Dio, nella preghiera e nel lavoro, aprendo alla condivisione con uomini e donne del nostro tempo, soprattutto attraverso l’ospitalità. La Foresteria del monastero offre, infatti, uno spazio di dialogo e di incontro, di approfondimento spirituale e culturale, aperto a tutti.

Al termine della visita del complesso monastico, rientro a Bibbiena e cena in hotel.

Dopo la prima colazione in hotel, partenza per la visita del Santuario di La Verna: una vetta calcarea (m. 1129) per tre lati tagliata a picco e ricoperta da una bellissima foresta di abeti e faggi, protetta nel Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi. Avutala in dono nel 1214, san Francesco e pochi compagni vi fondarono alcune celle. Dieci anni dopo il santo vi ricevette le stimmate. Da allora il luogo si è arricchito di edifici diventando un luogo di pellegrinaggio. Visiteremo la Chiesa Maggiore, anticipata da un grande porticato tardo rinascimentale che custodisce all’interno due deliziose terrecotte invetriate di Andrea Della Robbia. A seguire, la Chiesa di S. Maria degli Angeli, con all’interno altre opere di Andrea Della Robbia, e il Corridoio delle stimmate, decorato di affreschi raffiguranti episodi della vita di San Francesco. Nel corridoio coperto si svolge dal 1431 la giornaliera processione dell’ora nona. A circa metà corridoio si trova una porta di accesso a una piccola grotta dove il santo dormiva sulla nuda terra. Percorrendo tutto il corridoio fino in fondo, si giunge alla famosa Cappella delle Stimmate, cuore del santuario, che fu eretta sul luogo dell’evento miracoloso. Al termine, pranzo alla foresteria del Santuario.

Nel pomeriggio, ritorno a Bibbiena e visita guidata al Santuario di Santa Maria del Sasso, che conserva all’interno della chiesa varie opere d’arte, fra cui la Madonna con Bambino (1435 circa) attribuita a Bicci di Lorenzo, artista che ben rappresenta il panorama artistico a Firenze fra Tre e Quattrocento. Tempo a disposizione prima della cena libera.

Dopo la prima colazione in hotel, mattinata dedicata alla visita di Bibbiena, considerata il capoluogo del Casentino. Le sue origini risalgono alla seconda metà dell’XI secolo, periodo in cui i vescovi di Arezzo, sul colle dove oggi si trova il centro storico del paese, fecero edificare un castello che doveva essere l’avamposto del territorio di Arezzo su quello dell’alto Casentino dominato dai Guidi.

L’11 giugno del 1289, giorno della Battaglia di Campaldino, segnò una svolta in negativo nella storia di Bibbiena: le truppe vincitrici guelfe fiorentine assediarono il castello espugnandolo e ne segui il saccheggio e la devastazione. Bibbiena rinasce nel Cinquecento, per questo è ritenuto la località più rinascimentale del Casentino. La sua architettura è caratterizzata dalla presenza di chiese ed eleganti palazzi di tale periodo. Visita guidata del centro storico a partire da Piazza Tarlati, conosciuta nel paese come Piazza Grande, sulla quale prospettano: la chiesa di San Lorenzo e Palazzo Dovizi, elegante edificio, certamente il piùnoto tra i numerosi palazzi signorili del XVI secolo. Visiteremo poi teatro Dovizi, costruito a metà Ottocento, definito una “bomboniera” per le sue dimensioni e le sue rifiniture. Infine, visiteremo la Propositura dei santi Ippolito e Donato. Nacque come pieve oltre mille anni fa e la sua lunga storia è ricca di rifacimenti e costruzioni ex novo racchiude al suo interno splendide opere d’arte.

Tempo libero per il pranzo e partenza in pullman per il Chianti.

A pochi chilometri da Bibbiena, breve sosta per ammirare la Pieve di Socana, situata al centro di un importante nodo viario utilizzato fin dall’antichità. Durante la campagna di scavi promossi dalla Sovrintendenza dei Beni Culturali di Arezzo agli inizi degli anni Settanta, dietro all’abside della chiesa di Sant’Antonino, venne alla luce un reperto archeologico di straordinaria importanza, una grande ara sacrificale etrusca databile al V secolo a.C. Il tempio etrusco probabilmente subì un crollo e fu abbandonato.

L’avvento del cristianesimo vide la ripresa di Socana dal punto di vista cultuale quando si cercò di soppiantare i vecchi culti pagani con l’edificazione nel VIII-IX secolo di una piccola chiesa; in epoca preromanica l’edificio assunse l’aspetto grandioso di chiesa con tre navate e dotata di tre absidi e nel XII secolo venne infine edificata l’attuale pieve romanica dotata di una sola abside centrale. Molto particolare è l’architettura della torre campanaria che appare cilindrica per due terzi nella parte inferiore, esagonale in quella superiore.

Continuazione del nostro viaggio nell’antico territorio del CHIANTI. Dal Medioevo al Rinascimento è stato un continuo campo di battaglia e scaramucce fra i potenti Comuni delle città di Siena e Firenze, che si contendevano quelle terre. Di questi scontri e battaglie sono fedeli testimoni i molti castelli e borghi fortificati, che si incontrano anche a breve distanza l’uno dall’altro, proprio per il reciproco controllo che le guerre feudali, richiedevano. Dopo l’eclatante sconfitta della battaglia di Montaperti (1260) Firenze decise di creare la Lega del Chianti, un’organizzazione militare che aveva il compito di amministrare il territorio e difendere i confini dagli attacchi dei nemici. Gaiole, Radda e Castellina furono raggruppate insieme sotto il dominio fiorentino, con l’emblema del Gallo nero, e Radda fu scelta come capoluogo. Le tre cittadine sono le uniche ad avere il diritto di fregiarsi dell’aggiunta “in Chianti” al loro nome. Le terre man mano disboscate furono coltivate ampiamente a olivi e soprattutto a viti, piantagioni altamente specializzate che contribuiscono ancora oggi alla ricchezza del Chianti.

Visita al duecentesco Castello di Meleto. Grazie alla sua posizione, vicino al confine tra i territori delle Repubbliche di Firenze e di Siena, il castello divenne prima il principale baluardo fiorentino della zona e in seguito una delle principali fortificazione nel Terziere di Gaiole in Chianti della Lega del Chianti. Ciò̀ fece del castello una ambita preda dei due contendenti che se lo contesero a lungo anche se non subì̀ mai gravi distruzioni. Con i suoi caratteristici torrioni circolari, i cortili, le logge, i saloni affrescati e un teatrino settecentesco: è sede di un’avviata attività̀ ricettiva. Il tour del castello avrà̀ termine in enoteca dove degusteremo i vini più̀ rappresentativi della produzione della tenuta.

Per concludere, sosta a Gaiole in Chianti, antico mercatale nella valle del torrente Massellone circondato da colline. Con Castellina e Radda è la terza capitale storica chiantigiana, regno dei baroni Ricasoli, la potente famiglia fiorentina che per secoli dominò su un vasto territorio circostante.

Proseguimento per Radda in Chianti, check-in e cena in hotel.

Dopo la prima colazione in hotel, passeggiata guidata a Radda in Chianti, uno spettacolare borgo medievale racchiuso da possenti mura difensive, situato sulla cima del colle che divide le valli di Arbia e Pesa. Al suo aspetto tipicamente medievale, caratterizzato da stradine strette e dai classici edifici a torre del periodo, si aggiunge il fascino tradizionale toscano delle facciate in pietra locale. Non c’è da stupirsi che in passato Radda sia stata la capitale della regione del Chianti: la sua posizione strategica, infatti, servì come punto di coordinazione tra le vicine cittadine di Gaiole e Castellina. Nel 1191 l’imperatore Enrico VI concede il castello di Radda e la sua corte in feudo ai conti Guidi, lo stesso feudo venne nuovamente confermato dall’imperatore Federico II.

Attraverso uno stupendo panorama boschivo, si raggiunge Volpaia, un borgo-fattoria dell’XI secolo, è conosciuto in tutto il mondo per l’unicità ̀ delle sue cantine nascoste nelle mura dell’antico borgo fortificato. Il suo Chianti Classico Riserva 2015 è stato classificato al 3º posto da Wine Spectator nella sua celebre classifica dei 100 vini migliori del mondo. Oggi come nell’XI secolo l’intero borgo è intimamente coinvolto nella produzione viti-olivicola. Le tinaie e le cantine, la vinsantaia e l’imbottigliamento, l’orciaia e il frantoio –pur modernissimi– sono ancora ospitati nei sotterranei, nei palazzetti, nelle chiese sconsacrate e nei fabbricati del borgo, fra loro uniti da un sorprendente “vinodotto” sotterraneo. Visita alle cantine del Castello di Volpaia, seguita da una degustazione di vini e olio extra vergine di oliva locali.

Proseguimento per Castellina in Chianti, la terza capitale storica chiantigiana, da sempre produttrice del Chianti Classico: il cuore più puro e più antico della regione. La spettacolare strada che si percorre per arrivare a questo angolo paradisiaco, quasi nascosto tra le sinuose colline del Chianti, è ragione sufficiente per fermarsi e visitare il caratteristico centro storico. Castellina vanta un passato ricco di storia ed è stata anche palcoscenico di numerose battaglie a causa della sua posizione strategica tra Firenze e Siena; per questo le mura che la avvolgono sono state costruite di volta in volta più possenti da architetti del calibro di Giuliano da Sangallo e di Filippo Brunelleschi, il quale costruı̀la Via delle Volte il suggestivo camminamento coperto. Il centro storico è sormontato dall’antica Rocca (XV secolo), una torre imponente con il cassero che regala la vista su un panorama mozzafiato tra i tetti del paese.

Si prosegue con il Borgo di Fonterutoli, antico baluardo fiorentino, a pochi chilometri da Castellina in Chianti, che gode di una straordinaria vista su Siena. Qui il tempo si è fermato conservando il fascino del Medioevo. La secolare appartenenza ai Marchesi Mazzei ha preservato pressoché immutate le poche case, la chiesa di San Miniato e la villa, sorta alla fine del 1500 al posto del castello fortificato e soprattutto ha permesso di approfondire la conoscenza del terreno povero e roccioso e di valorizzarlo al meglio: vengono prodotti, infatti, vini che fanno della diversità e complessitàla loro cifra stilistica. L’eccellenza dei vini del Castello di Fonterutoli è rinomata a livello mondiale.

Rientrando a Radda in Chianti, breve sosta al Relais Vignale, l’antica Fattoria Vignale dove nel 1924 il notaio Baldassarre Pianigiani rogò l’atto costitutivo del Gallo Nero, il Consorzio per la tutela del vino tipico Chianti classico. Oggi quest’antica fattoria è un esclusivo hotel di charme nonché location ideale per ricevimenti di alto livello, memorabili e unici.

Cena in hotel.

Dopo la prima colazione in hotel, check-out e partenza per Greve in Chianti (ha aggiunto la denominazione “in Chianti” dal 10 settembre 1977, con l’ingresso nella sottozona Classico del Chianti), un grosso borgo sviluppatosi attorno alla caratteristica piazza triangolare che nel Medioevo fu mercatale del sovrastante Castello di Montefioralle. Il borgo di forma ellittica, che fa parte dei Borghi più belli d’Italia, è caratterizzato da edifici di struttura medievale. Le parti di mura ancora oggi conservate presentano i resti di alcune torri, oggi convertite in abitazioni.

Proseguimento per Badia a Passignano, antichissima sede della Lega del Chianti. L’antico monastero, immerso tra le colline del Chianti, attualmente ancora abitato dalla comunità monastica che ne apre una parte al pubblico, ha un passato ricco di storia, a partire dalla fondazione intorno all’anno Mille.

Tempo libero per il pranzo e nel pomeriggio partenza per il rientro a Torino.

 

I VOSTRI HOTEL

BIBBIENA
Bibbiena (3 notti): Hotel Giardino 3*s (o similare)
L’Hotel si trova in una posizione ideale nel cuore del Casentino ed è stato recentemente rinnovato in stile moderno. Dispone di ristorante interno.

RADDA IN CHIANTI
Radda in Chianti (2 notti): Hotel Palazzo San Niccolò & Spa 4*  (o similare)
Lussuoso albergo situato nel centro storico di Radda in Chianti e ospitato in un antico palazzo impreziosito dai moderni arredi e dall’altissimo comfort.

 

SCHEDA TECNICA

Quota individuale di partecipazione (min 10 pax):  
€ 1.290

Supplemento singola:
€ 190

-5 pernottamenti presso gli hotel indicati o similari con prima colazione

-4 cene presso il ristorante dell’hotel (3 portate, acqua, 1/4 vino)

-Trasferimenti in bus privato secondo itinerario con partenza e rientro a Torino

-Guide autorizzate come da programma: 3 mezze giornate e 3 giornate intere

-Ingressi come da programma

-1 Pranzo presso la Foresteria del Santuario di La Verna (3 portate, acqua, 1/4 vino)

-1 Visita con degustazione di vini al Castello di Meleto

-1 Visita con degustazione di vini al Castello di Volpaia

-Accompagnatore per tutta la durata del viaggio

-Assicurazione medico-bagaglio base

-Linea telefonica di emergenza 24/7

N.B.: La fattibilità e le modalità di fruizione di tutti gli ingressi e visite menzionate nel programma saranno soggette a verifica e riconferma.

Assicurazione annullamento facoltativa (incluso garanzia Covid)  48 € per persona

-Tasse di soggiorno, laddove previste, da saldare direttamente in loco

-Pasti e bevande non espressamente citati

-Spese a carattere personale, mance ed extra in genere

-Tutto quanto non indicato alla voce «la quota comprende»

minino 10 persone

Numero minimo di partecipanti: 10

Iscrizione e acconto di euro 500 per persona entro il 05/08/2022

Saldo entro il 06/09/2022

I pagamenti possono essere effettuati con assegno, bancomat o carta di credito presso i nostri uffici (dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 13 e dalle 14 alle 18 su appuntamento) oppure con bonifico bancario intestato a:

Raggiungere Tour Operator

Monte dei Paschi di Siena

IBAN IT 38 Q 01030 20000 000000281052

Indicando nella causale:  «CHIANTI + cognome/nome + n° partecipanti».

N.B.: le assicurazioni vanno saldate al momento dell’iscrizione e non sono rimborsabili in caso di annullamento del viaggio, poiché attive dal giorno di conferma della pratica.

– 30% da 59 a 30 gg. prima della partenza;

– 50% da 29 a 15 gg. prima della partenza;

– 75% da 14 a 5 gg. prima della partenza;

– 100% da 4 gg. prima della partenza.

 

Organizzazione tecnica a cura di Italyscape – Mistral Tour.

 

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