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Terra inscindibile dai Cammini per Santiago, tra Atlantico e Cordigliera, da vedere almeno una volta nella vita e scoprire via terra, dal mare e nella sua ‘geologia in azione’, catturati da tesori ambientali stupefacenti e caleidoscopiche attrattive d’arte: dalle grotte preistoriche più antiche del mondo, autentica “Cappella Sistina Paleolitica”, ai capolavori-manifesto di Gaudí, sino a città di pura perfezione medievale, borghi montani fuori dal tempo e la briosa seduzione dell’aristocratica Santander, protesa verso il futuro. Mentre la grintosa Bilbao prosegue la sua rinascita con mostre-spettacolo e nuove futuribili architetture.

Con la storica dell’arte Maria Grazia Imarisio
Architetto, docente di storia dell’arte nei licei e poi all’Università degli Studi di Torino. Studiosa di archivi antichi e autrice di svariati volumi di arte e architettura, saggi su La Stampa, Il Giornale dell’Arte e altre importanti testate di settore. Relatore in molti convegni, conferenze e corsi in sedi prestigiose a Torino e in varie località del Piemonte, a Parma, Milano e Venezia, dove ha curato diverse mostre e cataloghi d’arte e architettura. Da oltre trent’anni crea e guida itinerari culturali con la stessa passione e amore per la tutela dei luoghi che da sempre l’hanno spinta a viaggiare per scoprire nuove mete da conoscere e valorizzare.

 

PROGRAMMA DI VIAGGIO
Lunedì 1 giugno, 2020
Ore 10,00 ritrovo dei partecipanti all’aeroporto di Torino Caselle. Partenza alle ore 12,00 con volo di linea per Madrid; arrivo alle ore 14,20. Proseguimento alle ore 16,00 e arrivo alle 17,10 all’aeroporto di Santander-Parayas. Trasferimento con bus privato  in hotel, ubicato nel centro città e assegnazione delle camere.

Inizio della visita a Santander, città di antichissime origini rubata al mare, con cui ha sempre intrattenuto rapporti inscindibili, come con il Cammino del Nord, di cui è tappa. Ancorata a una delle baie più spettacolari del mondo, aperta a incomparabili vedute sul Golfo di Biscaglia e avvolta dalla Catena Cantabrica, vanta un centro storico immerso in uno scenario naturale unico, connotato da palazzi che riflettono gli agi di un’alta borghesia nata su floride rotte commerciali. Passeggiata nei Jardines de Pereda, polmone verde del casco viejo, che occupano aree bonificate dal mare, un tempo zona portuale, duplicati d’estensione durante la costruzione del Centro Botín, preservando l’identità dei luoghi e l’essenza storica dei giardini, ora protesi verso il mare. Inaugurato nel 2017 e siglato da Renzo Piano e Luis Vidal, il nuovo centro delle arti è per metà sospeso sull’acqua e si integra mirabilmente nel contesto con la sua luce e leggerezza, particolare per gli effetti madreperlacei del rivestimento.

Cena di benvenuto in ristorante. Pernottamento.

Martedì 2 giugno, 2020
Prima colazione in hotel. Proseguimento della visita a Santander con passeggiata lungo il Paseo de Pereda, segno della rapida espansione venuta col titolo di città, sul quale sono Los Raqueros, statue di bambini dei ceti più miseri che piroettavano in acqua nudi, ricevendo monete che subito ripescavano. Nella sfilata di palazzi signorili, eleganti alberghi in stile francese o britannico, sontuosi spazi da diporto degli anni in cui Santander è assurta a prestigiosa meta di villeggiatura, si affaccia il nuovo Palazzo dei Festival di Cantabria, simbolo architettonico e culturale della città. Sullo sfondo si stagliano verso l’oceano il vasto parco di grandiosa ricchezza paesaggistica e le belle spiagge su acque cristalline della Peninsula de la Magdalena, sede della corte estiva del regno di Spagna. Ne evocano i fasti il grandioso Palacio Real de la Magdalena, d’impianto asimmetrico e di ‘stile inglese’, misto a elementi transalpini e montano-iberici, e le Caballerizas Reales, nel gusto vittoriano dei padiglioni di Osborne House. Più tardo è il Paraninfo, in stile razionalista, poi integrato al gusto pittoresco del complesso reale, fulcro di sentieri a picco sul mare e viali immersi in una notevole varietà arborea, che spaziano su prospettive d’inattesi e spettacolari paesaggi marittimi, vedute sull’abitato, gli isolotti intorno e la lingua di sabbia dorata de El Puntal, sino all’incontaminata spiaggia del Sardinero e al Faro de Cabo Mayor.

Tempo a disposizione per pranzo libero.

Tour in battello nella baia di Santander dove, nel blu dell’oceano, s’inverte la prospettiva sulla città, il paesaggio di spiagge e dune, i bracci di sabbia e le isole, mentre stupefacente è la visione subacquea del fondale marino sotto il faro dell’Isla de Mauro. Passeggiata nel più antico nucleo urbano, sviluppato sul colle Somorrostro, sul quale era il primitivo insediamento romano, poi sito abbaziale, da cui deriva la gotica Catedral de Nuestra Señora de la Asunción, composta di una chiesa inferiore, legata ai riti giubilari giacobei, e di una superiore, connessa all’originario chiostro. Proseguimento attraverso l’armoniosa Plaza Porticada, in stile neo herreriano, sino al Museo de Prehistoria y Arqueología, allestito in un moderno spazio espositivo nell’ottocentesco Mercado del Este, avanzato primo esempio in Spagna di galleria commerciale; entro una sala vasta ed elevata, diafana e armonica, modulata da sequenze di pilastri, un dinamico contesto di media digitali e scenografie di gran formato introduce didatticamente reperti di singolare qualità, datati fra Paleolitico ed Età del Ferro, che documentano l’eccezionale ricchezza di grotte preistoriche riconosciute Patrimonio Mondiale, come El Castillo, Altamira, La Garma. Il museo espone inoltre collezioni d’epoca romana da Julióbriga e Castro Urdiales e di arte medievale, dove spiccano gli anelli e la celebre spilla visigota di Santa María de Hito.

Cena libera, pernottamento in hotel.

Mercoledì 3 giugno, 2020
Prima colazione in hotel. Partenza in bus privato attraverso dolci colline, storiche case, antichi borghi, fattorie e boschi per Santillana del Mar, pura perfezione medievale, museo a cielo aperto dove sembra che tutto invii ai sec. X-XIII, epoca cui datano molte delle abitazioni in pietra e legno e dei palazzi aristocratici, così come torri gotiche e montañese, fontane e lavatoi. Tra le emergenze architettoniche, sorte in periodi di grande forza ecclesiastica, la più particolare è la Colegiata de Santa Juliana, d’origine eremitica, in uno stile più vicino al romanico internazionale che a quello iberico. Notevoli il Retablo mayor, che coniuga gotico fiammeggiante e plateresco, e il chiostro su doppie e quadruple colonnine, i cui capitelli a tema floreale, geometrico e figurativo narrano scene dell’Antico e Nuovo Testamento. Proseguimento per San Vicente de la Barquera, antico rifugio di pescatori, una delle vedute più idilliache della cornice cantabrica, con la baia ritagliata in un doppio braccio di mare, la laguna, le candide spiagge, la città vecchia in parte murata e il superbo sfondo innevato dei Picos de Europa. Sosta presso il gotico Convento de San Luís, che si eterna in monumentali rovine tra alberi secolari ed essenze rare, dalle quali si levano verso il cielo le altissime e snelle ogive della chiesa d’impianto francescano, in gran parte conservata, come chiostro e refettorio. A pochi passi è il quattrocentesco Puente Las Mazas, capolavoro d’ingegneria su possenti piloni nella distesa a perdita d’occhio dell’estuario costiero.

Tempo a disposizione per pranzo libero.

Nel cospicuo patrimonio d’arte, riflettono lo splendore di San Vincente durante il Medioevo e il suo ruolo di punto fondamentale del Cammino costiero, La Muralla merlata a difesa della città alta, pressoché integra nel tratto nord; l’interessante complesso di case tradizionali e i tipici portici della Puebla Vieja; i resti dell’Hospital de la Concepción, spazio di ricovero e assistenza dei pellegrini giacobei; il Palacio de la familia Corro, destinato agli infermi poveri della città dall’inquisitore Antonio del Corro, le cui armi gentilizie ornano la facciata plateresca; il duecentesco Castillo del Rey, fra i migliori esempi di architettura difensiva della regione, e il Santuario de la Barquera, in bucolico sito all’entrata del porto. Il gioiello più solenne si staglia sullo sperone incuneato fra le due rías con la gran torre incorporata nell’immensa mole dell’Iglesia de Santa Mª de los Ángeles. Eretta con la protezione regia su un preesistente tempio, è sommo archetipo del gotico cantabrico primitivo, nel quale confluiscono elementi plastici e formali tratti dal romanico locale e asturiano, coniugato a stilemi derivati delle isole britanniche. Nell’armonioso interno sono notabili la sontuosa pala barocca dell’altare maggiore, i sepolcreti gotici con figure giacenti e in particolare il Monumento funebre dell’inquisitore Antonio del Corro, tra i più intensi e anticonvenzionali del Rinascimento spagnolo.

Rientro a Santander. Cena libera e pernottamento in hotel.

Giovedì 4 giugno, 2020
Prima colazione in hotel. Partenza in bus privato per un esclusivo tour-scoperta nel Parco geologico della Costa Quebrada, tratto costiero dal fascino irripetibile, custode di un complesso unico di forme e caratteristiche di geologia in azione, che cela significati profondi: un contatto ravvicinato con gli affioramenti rocciosi rivela vestigia di antiche scogliere tropicali, immense spiagge e foreste, ecosistemi marini congelati nel tempo e la stretta relazione fra uomo e patrimonio geologico nel corso della storia. Proseguimento per Comillas, dilatata tra scogliere rocciose, sistemi di dune, parchi e aree boschive, villeggiatura reale e di nobili, come Antonio López, marchese della città, che col genero Eusebi Güell vi attrasse svariati artisti catalani, facendone la culla del Modernismo. Visita del Capricho de Gaudí, sogno giovanile del geniale maestro, mélange di tratti mudéjar, suggestioni orientaliste e medievalismo, nel delinearsi progressivo e crescente di registri peculiari della maturità, appieno modernisti nella più tarda Puerta de los Pájaros, con fornice carraio, pedonale e ‘poetico’ oculo per gli uccelli. Accanto al Capricho sono la Capilla-Panteón de los Marqueses de Comillas e Palacio de Sobrellano, gemme d’arte siglate da Joan Martorell nei modi del neogotico, i cui stilemi permeano tutta l’architettura modernista: la cappella, concepita come piccola cattedrale-mausoleo, scrigno di capolavori, tra cui arredi disegnati da Gaudí; il palazzo, straordinario per preziosità di materiali, quali foglia d’oro, alabastro, rovere ed ebano, in un tripudio di vetri cattedrali e affreschi.

Tempo a disposizione per pranzo libero.

In sito panoramico, l’amico e promotore di Gaudí, Cristóbal Cascante, ha lasciato l’Asilo-Hospital, che nella monumentalità riflette la munificenza del donatore. Con Lluís Domènech, ultimo dei catalani approdati in città, Cascante progettò il Monumento al Marqués de Comillas, la cui effigie si leva dalla prua di una nave protesa sul mare. A Domènech si devono poi la Fuente de los Tres Caños, monumento-lampione fregiato da forme fito-zoomorfe, e il compimento dell’Universidad Pontificia, neogotica mudéjar, dove sperimentò soluzioni architettoniche poi applicate a Barcellona. Eretta come Seminario, su progetto di Martorell, è luogo in cui “l’arte, il gusto e lo splendore” abbagliano per “educare il gusto dei seminaristi nella perenne contemplazione di tanta bellezza”, eccelsa nella bronzea Puerta de las Virtudes, plasmata da Eusebi Arnau. A lui e ad altri valenti scultori modernisti si devono i toccanti e nobili mausolei del Cementerio paesaggistico, anch’esso a firma di Domènech, enfatizzato nell’aspetto di rovina e vegliato dall’Angelo sterminatore, che si staglia sul mar Cantabrico. Paradigma del movimento indiano sono Casa Ocejo, residenza estiva di Alfonso XII, e vari casoplón. Mentre lo Chalet del Duque de Almodóvar del Río riflette influenze inglesi e punta su tutti gli elementi tipici dello stile bay-windows. Tra antiche case blasonate e montañese, permane la trasmerana Iglesia de San Cristóbal, mentre in cima a un poggio è il Mirador de Santa Lucía, umile eremo di devozione marinara, dal quale il panorama è davvero senza fine.

Rientro in hotel, cena libera e pernottamento.

Venerdì 5 giugno, 2020
Prima colazione in hotel. Partenza in bus privato per Puente Viesgo, località di origine medioevale dominata dal cono del Monte Castillo, custode di cavità archeologiche Patrimonio dell’Umanità. Delle due visitabili, la Cueva de El Castillo conserva la più antica arte paleolitica del mondo e fu scavata agli inizi del secolo scorso, scrivendo la prima pagina della Preistoria in Spagna e il primo capitolo in Europa. Le oltre 275 figure, coincidenti con l’alba della comparsa dell’Homo sapiens in Europa, rappresentano un emozionante viaggio alle origini del pensiero simbolico, dell’intelligenza astratta e dell’espressione artistica. Del tutto unici sono la grande varietà del bestiario raffigurato, i molti riferimenti figurali all’uomo, la ricchezza di segni, forme geometriche e astrazioni, specie nuvole di punti e sagome rettangolari, e la vasta gamma di colori e tecniche, comprendenti perfino sculture. A pochi metri si apre un autentico spettacolo primordiale, offerto dalla Cueva de las Monedas, per le monete trovate in una sua gola. A comporre questa grandiosa cattedrale geologica sono stalattiti, stalagmiti, dischi, colonne, terrazze sospese e colate di colore, dovuti all’eterogenea composizione mineralogica della roccia. I processi di diluizione della calcite e di sedimentazione e stillicidio rendono la visita della cavità un dono di bellezza e colori. Le espressioni figurative parietali si concentrano in una sala laterale, creando un complesso omogeneo per tecnica e stile, composto di effigi d’animali, segni di varia forma e serie di linee dalla complessa interpretazione.

Tempo a disposizione per pranzo libero.

Trasferimento a Liérganes, decretata di “Interesse Storico-Artistico” per l’ingente concentrazione di architettura sei-settecentesca, effetto dell’ascesa economica propiziata dalla Real Fabbrica di Artiglieria, la prima in Spagna, che ha richiamato imprenditori e nobiltà, le cui enfatiche armi gentilizie a rilievo dominano sulle facciate in pietra di palazzi gentilizi e grandi case blasonate. Nel centro antico emergono Casona de Setién, in stile rinascimentale plateresco, dimora del conservatore della fabbrica d’artiglieria, cui inviano le bocche da fuoco agli spigoli di Casa de los Cañones, di gusto barocco madrileno. Notabili sono Casa Rañada y Portilla, d’impianto a schiera, ritmata da ballatoi in legno, e Casa Langre, che segna il debutto in città del gusto classicista. In altri quartieri spiccano il barocco Palacio de La Rañada, di tipologia palatium, con corte gentilizia e cappella, e Casona de los Miera, singolare per il balcone angolare e le facciate asimmetriche. Palacio y museo de Elsedo rappresenta il tesoro più prezioso, immerso in un parco secolare e derivato da un’antica casa padronale riplasmata dal conte Francisco de Hermosa, dignitario di Filippo V, su progetto di F. Agüero, autore del Panteón Real a Oviedo. Meraviglia del barocco montano, il complesso di residenza, splendida cappella-mausoleo, scuderie e pertinenze è una casa-museo di raro fascino, i cui arredi, sculture, oreficerie e dipinti, dal sec. XII al XX, costituiscono una mostra ambientata, che s’impernia sulla collezione di arte contemporanea spagnola, tra le più notevoli del Paese, con artisti come Chillida, Díaz, Berrocal, de Oteiza, Solana, Muñoz, Bores, Yturralde, Zuloaga, Miró, Picasso…  

Rientro in hotel, cena libera e pernottamento.

Sabato 6 giugno, 2020
Prima colazione in hotel. Partenza in bus privato per Santoña, in scenografica posizione sull’omonima baia e l’ampio estuario ai piedi di erte pareti rocciose e poderosi fortini a guardia del suo strategico porto. La storia della città è legata al potente Monastero di Santa María del Puerto e al rapporto privilegiato col mar Cantabrico, del quale resta il più importante centro per l’industria della conservazione del pesce. Visita a una Fábrica de anchoas del Cantábrico, dove avviene l’antico ed elaborato processo di lavorazione della famosa acciuga di Santoña, richiesta ed esportata nel mondo. Proseguimento per Castro-Urdiales, dalla personalità propria aperta al mare, ponte fra l’oriente cantabrico e il País Vasco, vegliata dall’ampia baia e dalle montagne, che configurano un suggestivo paesaggio cesellato dalla spettacolare geografia delle scogliere, riparo del porto peschereccio e delle spiagge di sabbia soffice. Immagine-icona della città è la solenne Iglesia de Santa María de la Asunción, voluta da Alfonso VIII, la più importante in stile gotico della Cantabria, declinato secondo il gusto normanno. L’interno conserva preziosi capolavori d’arte, come il Cristo yacente, la Virgen blanca, il Cristo de los milagros di Zurbarán e una pala pre-churrigueresca. Sullo stesso promontorio roccioso, proiettato verso l’oceano, sono il duecentesco Castillo-Faro de Santa Ana, le rovine romaniche dell’Ermita de San Pedro e di Santa Ana e lo storico Puente medieval.

Tempo a disposizione per pranzo libero.

Nell’ingente patrimonio castrese d’arte, dal Paleolitico all’età contemporanea, emerge il Cementerio de La Ballena, il “più bel cimitero di Spagna”, rilevante catalogo di opere d’arte in stile modernista, neogotico e art nouveau, immerse nella silente atmosfera di una verde penisola a picco sul mare.

Proseguimento per Bilbao, città vitale ed emozionante, circondata da montagne e aperta verso il mare, esempio mondiale di una riuscita trasformazione urbanistica inscindibilmente legata al Museo Guggenheim Bilbao, progettato da Frank Gehry in titanio, vetro e calcare, pietra miliare architettonica per l’audace configurazione e il design spettacolare. Visita alla straordinaria mostra Obras maestras de la colleción del Museo Guggenheim Bilbao, rassegna di fondamentali opere d’arte, dalla seconda metà del XX secolo ai nostri giorni, con capolavori-icona che nel tempo sono diventati autentici referenti di arte contemporanea. Passeggiata nel dinamico quartiere Abando, lo stesso del Guggenheim, ieri distretto industriale, oggi museo a cielo aperto dell’architettura più avveniristica, firmata dai maggiori archistar: dal Puente de la Salve di Buren, alla Torre Iberdrola di César Pelli, all’Artklass di Krier e Breitman, al Palacio Euskalduna di Soriano e Palacios, al Puente Zubizuri di Calatrava, a Isozaki Atea, sino alla riplasmata Plaza Moyúa di Salinas, dove c’è anche un Fosterito, appellativo dato dai bilbaini agli ingressi della metropolitana firmati da Norman Foster.

Assegnazione delle camere riservate in hotel a Bilbao. Cena di arrivederci e pernottamento.

Domenica 7 giugno, 2020
Prima colazione in hotel. Passeggiata nel Casco Viejo, caratteristico quartiere dalla vivace atmosfera sulla riva orientale del Nervión, con stradine pittoresche su cui prospettano splendidi edifici storici e religiosi, caratteristici pintxos bar, eleganti boutique e originali negozi. Un tempo principale zona commerciale e porto fluviale della città, è oggi creativo testimone di una storia urbana, economica e artistica incentrata sulle quattrocentesche Siete Calles, affascinante reticolato di viottoli che detiene orgoglioso il ruolo di quartiere più antico di Bilbao, nel quale perla preziosa è la Catedral Basilíca de Santiago. Patrimonio dell’Umanità, capolavoro del gotico basco e tappa obbligata del pellegrinaggio giacobeo lungo il Camino del Norte, esprime una rara armonia interna e rapisce per la silente atmosfera della cripta, eretta sul sedime dell’originario eremo, il pregio della Porta degli Angeli, della Cappella Maggiore e di quelle private e ancor più per l’incanto luministico del chiostro, mirabile trina lapidea in stile gotico fiorito.

Trasferimento in bus privato all’Aeropuerto de Bilbao, opera d’ingegneria estrema nata dalla geniale creatività di Calatrava come guscio bianco leggero e convesso, posato sulle colline basche a guisa di scultura-architettura che si accinge al volo. Partenza alle ore 13,50; arrivo a Madrid alle ore 15,00. Proseguimento alle ore 16,10 e arrivo all’aeroporto di Milano Malpensa alle ore 18,25. Trasferimento in bus privato a Torino.

HOTEL
SANTANDER (5 notti) – Holtel Silken Coliseum 4* o similare
BILBAO (1 notte) – Hotel Abando Bilbao 4* o similare

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SCHEDA TECNICA
Quota individuale di partecipazione  in camera doppia  € 1.970
Tasse Aeroportuali (obbligatorie)  € 130
Supplemento singola  € 380
Assicurazione annullamento facoltativa in doppia   € 120
in singola  € 145

La quota comprende:
Biglietto aereo andata/ritorno Torino-Santander e Bilbao-Torino; 6 pernottamenti come da programma con prima colazione; 2 cene in ristorante (bevande escluse); trasferimenti in bus privato come da programma; visita della Costa Quebrada guidata da un geologo; tour in battello nella baia di Santander; visita e degustazione in una fabbrica per la lavorazione di acciughe del Mar Cantabrico; tour leader esperto per tutta la durata del viaggio; accompagnamento culturale di una storica dell’arte; ingressi e visite come da programma; sistema di audioguide per tutte le visite previste.

La quota non comprende:
pasti e bevande non espressamente citati; spese a carattere personale, mance ed extra in genere; eventuale assicurazione per rinuncia; tutto quanto non indicato alla voce «la quota comprende».

Numero minimo e massimo di partecipanti: 20 – 30

Iscrizioni e pagamenti:
Iscrizione e acconto € 600 entro il 10/04/2020 – Saldo entro il 01/05/2019
I pagamenti possono essere effettuati con assegno, bancomat o carta di credito presso i nostri uffici (dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 13 e dalle 14 alle 19)
oppure con bonifico bancario intestato a:
Raggiungere Tour Operator – Montepaschi
IBAN IT 38 Q 01030 20000 000000281052
Indicando nella causale «Cantabria + cognome e nome + n° partecipanti».

Penalità per rinuncia:
10% dal giorno dell’iscrizione fino a 60 giorni prima della data prevista di inizio del viaggio;
30% della quota da 59 a 46 giorni prima della data prevista di inizio del viaggio;
50% della quota da 45 a 31 giorni prima della data prevista di inizio del viaggio;
75% della quota da 30 a 15 giorni prima della data prevista di inizio del viaggio,
100% della quota da 14 giorni alla partenza

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