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Natura, storia, arte, antiche tradizioni e gastronomia sono i tesori di una regione piccola ma assai caratteristica che si estende tra la dorsale appenninica e il mare Adriatico su un territorio prevalentemente montuoso e collinare. Visitare i siti archeologici, i castelli, le abbazie e i borghi medievali abbarbicati su speroni di roccia equivale ad immergersi nelle meraviglie della storia millenaria appartenente a una cultura preromana; un tuffo nell’antichità in un avvincente scenario dai caldi colori autunnali.

Programma
Sabato 28 ottobre – 1° giorno

Ore 8,30 partenza dalla Stazione di Torino Porta Nuova in treno Frecciabianca. Arrivo alla Stazione di Termoli alle ore 15,30 e trasferimento in hotel per il deposito bagagli.
Nel pomeriggio visita di Termoli, il maggior centro turistico della regione, rinomato per la bellezza del suo mare e per il suo ampio porto turistico. Il nucleo antico della città sorge sulla sommità di un promontorio che si protende quasi a picco sull’Adriatico. Si presenta come una suggestiva cittadella fortificata, caratterizzata da piazzette e vicoli molto caratteristici e da un cospicuo patrimonio storico e monumentale: il Castello Svevo, l’edificio difensivo più rappresentativo dell’intera costa molisana, costruito intorno al XIII secolo per assicurare al borgo una sicura difesa sia dal mare che dalla terraferma, e la Cattedrale in stile romanico pugliese. Con una deliziosa facciata spartita in arcatelle cieche e un maestoso portale, è tra i monumenti più importanti della regione. Check-in presso l’hotel Santa Lucia, situato a pochi passi dal Borgo Antico. Cena in ristorante locale e pernottamento.

Domenica 29 ottobre – 2° giorno

Prima colazione, check-out dall’hotel e partenza in bus privato alla scoperta del Molise iniziando da Larino, città dalle origini antichissime, capitale del popolo dei Frentani e poi importante municipium romano. Al Parco archeologico visiteremo i notevoli ruderi dell’anfiteatro romano con tre ordini di gradinate in parte scavati nel banco arenaceo e in parte costruiti in elevato. Fu realizzato all’indomani dell’inaugurazione del Colosseo, nell’80 d.C., come ricorda un’iscrizione sopra una delle quattro porte che si aprono lungo il perimetro. Seconda tappa del Parco sarà il complesso termale. Decorato con mosaici di soggetto marino del II secolo d.C., fu scavato nel giardino dell’elegante Villa Zappone che sorge nel parco ed è destinata ad ospitare il Museo nazionale frentano. Si passerà poi al borgo medievale, completamente restaurato dopo il sisma del 2002, per visitare il Museo civico, ospitato nell’imponente Palazzo Ducale. Qui sono esposti diversi oggetti portati alla luce nella zona di Larino, databili tra il X secolo a.C. e il IV secolo d.C.. Si proseguirà con la Cattedrale, dedicata a San Pardo e all’Assunta e consacrata nel 1319, che rappresenta uno dei monumenti gotici più rilevanti della regione: unisce una struttura architettonica abruzzese ad elementi decorativi tratti specialmente dal romanico pugliese. Seguirà il trasferimento a Civitacampomarano, situato in suggestiva posizione su un alto costone di pietra arenaria. Vi domina con imponenza il Castello angioino, fra i più importanti e meglio conservati della regione, acquistato dallo Stato nel 1989 e sottoposto a radicali lavori di consolidamento e restauro (1992-2008).
Avvicinandosi a Petrella Tifernina, gli sguardi vengono solitamente attratti dalla cuspide del campanile della chiesa di San Giorgio, rivestita di maioliche, che si staglia al di sopra delle case del paese. In questa chiesa si concentra buona parte della storia medievale del borgo. Consacrata nel 1211, vanta una facciata romanica a salienti ricca di decorazioni a rilievo.
Il portale architravato è iscritto in uno pseudo protiro riccamente ornato nella ghiera dell’arco e nella lunetta con Giona inghiottito dal mostro marino, firmato e datato da Magister Epidius (1211). Poco oltre, su una collinetta in suggestiva situazione ambientale, sorge la Chiesa di S. Maria di Strada, uno dei gioielli romanici della regione. Realizzata in grossi conci perfettamente squadrati e lisciati, connessi con estrema perizia, fu consacrata nel 1148 ed è una delle architetture romaniche più integre della regione; il portale principale è animato da scene figurate, narrazioni epiche, animali fantastici e geometrie accuratamente studiate. A pochi chilometri di distanza sorge Campobasso, la “città giardino”, composta dal borgo medioevale, ricco di valori storici e artistici, posto sul pendio di un colle dominato dal Castello Monforte, e dal borgo murattiano, situato nella pianura ai piedi del centro antico e realizzato dall’architetto Bernardino Musenga. Quest’ultimo rispondeva a una concezione moderna della pianificazione urbana: ampi viali, piazze con fontane e fontanelle e spazi verdi, ricchi di essenze arboree rare e pregiate (sequoie, cedri del Libano, ginkgo biloba, abeti rossi, lecci) che valsero a Campobasso l’appellativo di «città giardino». Qui si raccoglie la maggior parte degli edifici pubblici (Palazzo S. Giorgio, sede del Municipio, la Cattedrale, il Teatro Savoia, Palazzo Magno, sede della Provincia, il Museo internazionale del Presepio in miniatura) e delle attività commerciali. Inoltre, ogni sera vi si svolge il rito dello ‘struscio’. Check-in presso l’hotel San Giorgio, nel centro di Campobasso. Cena libera e pernottamento.

Lunedì 30 ottobre – 3° giorno

Prima colazione e check-out dall’hotel. Visita del centro storico di Campobasso. Il borgo medievale, delimitato da vie che ricalcano il tracciato delle mura che lo cingevano a semicerchio, è percorso da una scalinata costeggiata da edifici di grande rilievo storico: la Chiesa di S. Leonardo del XIII secolo; il cinquecentesco Palazzo Mezzarotta che dal 1995 custodisce in un moderno e piacevole allestimento le collezioni del Museo Sannitico; Palazzo Pistilli, antica dimora borghese del 1783, trasformata in spazio museale; la Chiesa di S. Bartolomeo, del XIII secolo, con un portale munito di arco poggiante su colonnine coronate da capitelli a foglie e la lunetta a rilievo; la Chiesa di S. Giorgio del X secolo, che custodisce al suo interno il sepolcro di Delicata Civerra, la cui triste vicenda viene rievocata ogni anno e, in cima al colle, il Castello Monforte, costruito su una precedente fortificazione sannitica, poi longobarda, da Ugone II di Molise. Ricevette l’attuale fisionomia dopo il terremoto del 1456, quando fu fatto ricostruire da Cola Monforte. È una poderosa mole quadrangolare merlata articolata in pareti a scarpa e due torrioni cilindrici che fiancheggiano l’ingresso originario aperto verso l’abitato. Oltre a essere un punto panoramico di notevole apertura, contiene il Sacrario dei caduti in guerra e la Stazione meteorologica dell’Aeronautica militare. Pranzo libero. Partenza verso la vallata chiusa a sud-est dalle ultime cime del Matese dove si condensano millenni di storia che hanno in Sepino il principale scenario. Nelle campagne di questo borgo sono racchiusi i segni più eloquenti del passaggio dei sanniti e dei romani in terra molisana. I resti della città romana Saepinum sono collocati in fondovalle in località Altilia. La pianta romboidale è circondata da mura che si mostrano in quasi tutto il loro percorso scandite a distanza regolare da torri e intercalate sui quattro lati dalle porte monumentali. Il foro sul quale si aprivano gli edifici pubblici, la Curia, il Capitolium e la Basilica, è ancora oggi pavimentato con lastroni in pietra lavorata.
Il teatro evidenzia le due componenti storiche del sito: gli edifici romani (2 a.C. – 4 d.C.) e le case contadine che, fra il ‘700 e i primi del ‘900, vi si sono sovrapposte, ricavandone materiali e ripetendone orientamenti. La cavea con il suo emiciclo di gradini prosegue in alzato con edifici rurali, ora recuperati a destinazione museale, che ne rispettano l’andamento curvilineo. Le fasi più antiche della colonizzazione di questo territorio si scoprirebbero seguendo sentieri che si inerpicano fino a 953 m. di altezza dove sono le rovine dell’antica città di Sàipins, che fu teatro nel 293 a.C. di una delle battaglie più sanguinose delle guerre sannitiche. Per circa un chilometro e mezzo si sviluppano le mura che sfruttano, dove è possibile, la difesa naturale di speroni rocciosi e strapiombi: presentano due cortine e tre porte. Al termine della visita, partenza per Isernia, uno dei primi insediamenti paleolitici documentati d’Europa.
Fiorente città sannita, Municipium romano, capitale della Lega Italica, luogo di reazione borbonica anti-unitaria nel 1860, è stata insignita medaglia d’oro al valor civile per il bombardamento subito il 10 settembre 1943 da parte delle forze aeree anglo-americane che distrusse gran parte del centro abitato, uccidendo circa 4000 persone. Check-in al Grand Hotel Europa 4, cena libera e pernottamento.

Martedì 31 ottobre – 4°giorno

Prima colazione in hotel e visita del nucleo abitativo principale della città di Isernia. Situata sull’ampio crinale di una collina oblunga dell’Appennino centrale, separa due corsi d’acqua paralleli di modesta portata, il Carpino e il Sordo. La visita si svolge lungo l’asse delineato da corso Marcelli e consente di cogliere il disegno della città antica che, nonostante terremoti e bombardamenti, ha mantenuto il carattere urbanistico originario, con vicoli stretti e tortuosi che si dipartono sui due lati. In piazza Celestino V è collocata la Fontana Fraterna, simbolo della città: un’elegante fonte pubblica del XIV secolo, danneggiata dalle bombe del ’43, ricostruita per anastilosi. Adiacente alla fontana, il Museo civico della Memoria e della Storia, piccolo ma ben strutturato, racconta la storia di un popolo, delle sue tradizioni, della guerra e di Celestino V (nativo di Isernia). In corrispondenza della Chiesa di S. Chiara, troviamo il Monumento alle Vittime del bombardamento del 10 settembre 1943. La cattedrale eretta in forme neoclassiche (1837) custodisce al suo interno numerose opere d’arte. A fianco ad un ambiente ipogeo si stendono i resti del tempio romano dedicato alla triade capitolina, risalente al III secolo a.C. Nel Palazzo S. Francesco, che fa parte dell’antico convento soppresso nel 1809, ha sede il Municipio. Proprio di fronte si trova il Palazzo De Lellis Petrecca, progettato da Carlo Vanvitelli, per incarico di Ferdinando II re di Napoli, quale dono alla figlia morganatica.
Oltrepassato l’ex convento di S. Maria delle Monache di epoca longobarda, trasformato nel corso dei secoli e che ora ospita la Biblioteca comunale-Archivio storico, una stretta strada conduce al Santuario dei Santi Cosma e Damiano, eretto sui resti di un tempio pagano. Al suo interno accoglie un ciclo di affreschi seicenteschi che illustrano la vita, il martirio e i miracoli dei due santi. Pranzo libero. Vista al Museo nazionale del Paleolitico. Il nuovo complesso didattico espositivo conserva principalmente i reperti rinvenuti nello scavo che riguarda una piccola area in cui è stata accertata la presenza di tre accampamenti preistorici frequentati in fasi diverse. Per la quantità e per l’eccezionale stato di conservazione degli oggetti rinvenuti (resti ossei di bisonti, di elefanti, di rinoceronti, di orsi, di ippopotami, di cervidi e numerosi manufatti litici, in selce e calcare) il giacimento paleolitico di Isernia, che risale a 700.000 anni fa, è uno dei più antichi e importanti d’Europa. Oltre ai reperti classificati nelle vetrine, l’allestimento moderno e coinvolgente si avvale di immagini dipinte che riproducono i più importanti siti paleolitici molisani, scenografiche ricostruzioni di grotte e capanne, postazioni interattive con ricostruzioni virtuali. Momento di grande interesse per la visita è la ricostruzione di una porzione di paleosuolo, ricomposta ed esposta con i reperti originali restaurati. Tempo libero. Cena in ristorante e pernottamento in hotel.

Mercoledì 1 novembre – 5° giorno

Prima colazione, check-out dall’hotel e partenza in bus privato per Venafro, cittadina che si stende ai piedi dell’incombente monte Santa Croce, circondata da antichi oliveti che la resero celebre fin dall’antichità per l’olio prodotto, secondo Plinio “il più gustoso e fragrante del Mediterraneo”. Il centro storico si presenta nella veste tardo medievale articolata su strade e vicoli in pendenza, passaggi voltati e piccoli giardini pensili. La quadrata e massiccia Torre del Mercato, uno dei punti principali del sistema difensivo della città, nel tempo ha subito diverse modifiche rimanendo tuttavia ben conservata nei suoi caratteri architettonici. Con l’acquisizione della città da parte di Francesco Caracciolo, duca di Miranda, la torre prese il nome di Palazzo Caracciolo. In cima al nucleo storico, si innalza il Castello Pandone che trae origine dalla trasformazione longobarda di una fortificazione megalitica. L’impianto fu potenziato a partire dal XIV secolo e fu trasformato in lussuosa residenza all’inizio del XVI dall’ambizioso Enrico Pandone che vi fece costruire un giardino, un arioso loggiato e fece decorare il piano nobile con un singolare ciclo di affreschi eseguiti con la tecnica dello ‘stiacciato’ raffiguranti 26 cavalli della sua scuderia a grandezza naturale. Restaurato di recente, oltre che museo di se stesso, è sede al secondo piano del Museo nazionale del Molise. Nei locali dell’ex convento di S. Chiara è allestito il Museo archeologico, fondato nel 1931, che conserva numerosi reperti di epoca romana, statue provenienti dal teatro, una Venere di età antonina e la Tabula aquaria, che riporta le norme giuridiche e amministrative dell’acquedotto fatto costruire da Augusto. Recente acquisizione sono le sette formelle in alabastro con scene della Passione di arte inglese del XIV secolo. Isolata fuori dall’abitato la Cattedrale caratterizzata per la coesistenza di motivi romanici e gotici, fu forse costruita sulle rovine di un edificio pagano. Oltre la cattedrale, sulle pendici del monte Santa Croce, si trovano le testimonianze dell’età romana: tratti dell’acquedotto (che si stendeva fino alla sorgente del Volturno), resti del teatro con la gradinata poggiata sul pendio della montagna, macine di pietra dei frantoi oleari. Tempo permettendo, breve passeggiata nel Parco Regionale dell’Olivo di Venafro, la prima area protetta dedicata all’olivo, unica nel suo genere nel Mediterraneo. La sua istituzione intende promuovere e conservare l’olivicoltura tradizionale che a Venafro conobbe fasti e splendori, tanto che i Romani ritenevano l’olio prodotto in loco il più pregiato del mondo antico. Nessun luogo al mondo coltivato ad olivo, infatti, può vantare simili tradizioni e citazioni letterarie.
Dopo pranzo, tempo libero e trasferimento alla stazione di Roma Termini in tempo utile per il treno Frecciarossa delle 18,05 con arrivo a Torino alle 22,40.

SCHEDA TECNICA
Quota individuale di partecipazione: € 890,00
Supplemento singola: € 120,00
Eventuale assicurazione per rinuncia: € 49,00 in doppia – € 56,00 in singola

La quota comprende:
biglietti ferroviari in seconda classe (andata e ritorno), tutti i trasferimenti in bus privato come da programma, accompagnamento culturale di esperto in storia dell’arte, assistenza di un tour leader esperto, nostra assistenza per tutta la durata del viaggio, 4 pernottamenti negli hotel 4* indicati in programma (o similari) in trattamento di pernottamento e prima colazione, 2 cene (acqua, caffè, ¼ di vino inclusi), guide locali, ingressi come da programma, assicurazione medico e bagaglio.

La quota non comprende:
i pasti non indicati in programma, le spese personali, le polizze facoltative e tutto quanto non specificatamente indicato in “la quota comprende” o citato in programma.

Numero minimo di partecipanti: 15
Iscrizioni e pagamenti:
Acconto pari a € 300,00 entro il 28 agosto 2017
Le eventuali assicurazioni per rinuncia vanno saldate al momento dell’iscrizione.
Saldo entro il 28 settembre 2017

I pagamenti possono essere effettuati con assegno, bancomat o carta di credito presso i nostri uffici (dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 19 orario continuato) oppure con bonifico bancario intestato a:
Raggiungere Tour Operator – Monte dei Paschi di Siena
IBAN IT 38 Q 01030 20000 000000281052
Indicando nella causale: «MOLISE + cognome/nome + n° partecipanti».

Penalità per rinuncia:
10% dal giorno dell’iscrizione fino a 60 giorni dalla partenza
25% da 59 a 46 gg. prima della partenza 50% da 45 a 31 gg. prima della partenza
75% da 30 a 15 gg. dalla data di partenza 100% 14 gg. prima della partenza


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