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Tra inattesi scenari paesaggistici e giardini, un inedito itinerario alla scoperta di siti ricchi d’arte e di storia, alcuni dei quali aperti solo per noi: dal millenario Borgo Cornalese, la cui vicenda riporta alla corte di Federico I, al templare Castello della Rotta, caro agli amanti dell’occulto, all’enigmatico Castel Rivera nel mitico e sterminato bosco di Celle sino al longobardo Castelvecchio di Testona, dal ‘400 dimora rinascimentale toscaneggiante, e al Castello Occelli, d’origine cinquecentesca, casaforte feudale e poi raffinata villa di campagna.

Programma
Sabato 14 aprile 2018

Ore 9,00 – ritrovo dei partecipanti in piazza Carlo Felice 75 (di fronte all’ex Jolly Hotel Ligure) e partenza in pullman privato per il Castelvecchio di Testona, l’edificio più antico della collina torinese, a lungo conteso per l’ubicazione strategica a guardia dei transiti sul Po, che un tempo scorreva nella piana sottostante. Fortilizio romano, oppidum longobardo, roccaforte nell’XI secolo, è oggi fondamentale monumento storico e artistico, la cui vicenda resta legata a quella dell’antica Testona, della quale forse costituì il castrum, munito di torre. Federico Barbarossa lo concesse ai vescovi di Torino, fu feudo sabaudo e infine dei nobili Vagnone, che lo tennero per quasi trecento anni, trasformandolo in museo privato. L’attuale aspetto rinascimentale toscaneggiante risale al 1490 e si deve a Filippo Vagnone, conte di Trofarello e Celle, poeta e giurista, consigliere di Jolanda di Savoia.
Trasferimento al Castello Occelli di Nichelino, le cui prime notizie risalgono al ‘500, quando la località era una delle settanta sortes di Moncalieri. Nel 1694 Vittorio Amedeo II eresse il territorio nichelinese a contea, infeudandovi la famiglia Occelli, che acquisì come dimora un’antica casaforte, trasformata nel ‘700 in raffinata villa di campagna, affrescata con soggetti che richiamavano quelli della Palazzina di Caccia di Stupinigi. Estinti gli Occelli nel 1877, il Castello con laghetto, grandioso parco all’inglese di alberi secolari, Sala delle carrozze, Sala delle feste detta La Bernardina, antica Citronaia, Colombage e Cappella privata resta oggi fulcro dell’antico borgo, costituendo un emblematico prototipo di integrazione architettonica e paesistica.
Tempo a disposizione per pranzo libero.
Proseguimento dell’itinerario di visita col trecentesco e possente Castel Rivera, eretto nel mitico nemus Cellarum nell’ambito di un programma di fortificazioni adottato dai chieresi a guardia dei propri mulini. Suggestivo e affascinante maniero, costituisce un modello castellologico raro e d’indubbio pregio storico-artistico, tuttora leggibile appieno nell’organizzazione piantistica e planovolumetrica, singolare per il largo impiego di mattoni ferraioli a formare trame decorative, cornici a denti di sega e merletti su cortine e torri angolari che ne definiscono la corte conchiusa in forma quadrilatera.
Oltrepassato lo storico Mulino della Splua, prospetta l’inconfondibile profilo del Castello della Rotta, la cui origine resta avvolta nel mistero, alimentando leggende di fantasmi e arcane presenze. Secondo alcuni studiosi fu magione templare presso l’omonima torre risalente al sec. I d.C. La tabella marmorea in facciata ne accredita la proprietà gerosolimitana nel sec. XV, quando già la sua conformazione era prossima all’odierna: quadrilatera a due corpi di diversa altezza protetti da un fossato con ponte levatoio e chiusi su una corte dove si allineano la cappella, il vasto appartamento priorale riccamente affrescato, le abitazioni dei massari e le stalle.
Più a sud, oltre la templare Casaforte della Gorra, ubicata tra il Po, il torrente Banna e il rio Stellone, si dilata Borgo Cornalese, magico «luogo dove l’affermazione “il tempo si è fermato”… calza a pennello. Fermato al Medioevo… quando il Borgo fu costruito». In un immenso parco incontaminato, che ha ottenuto il riconoscimento della riserva di biosfera Unesco, sono il borgo millenario con mulino del ‘500, legnaia e antichi granai, tra lunghi viali di pioppi e tigli, e la settecentesca Villa padronale dei conti De Maistre, dotata di cappella privata, limonaia, scuderie, estesi porticati, corti, giardino con vasto roseto e una magnolia tra le più grandi del Piemonte. Autentica oasi dal fascino unico e millenario, il complesso è spesso set filmico e location per shooting.
Rientro a Torino in pullman privato; arrivo previsto nel tardo pomeriggio.

SCHEDA TECNICA

Quota individuale di partecipazione:  € 50,00

La quota di partecipazione comprende: bus privato, ingressi come da programma, accompagnamento culturale di uno storico dell’arte, radioguide, assicurazione medica.

Numero minimo di partecipanti: 15

Iscrizioni e pagamenti: Iscrizione e saldo entro il 26 marzo 2018

I pagamenti possono essere effettuati con assegno, bancomat o carta di credito presso i nostri uffici (dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 13 e dalle 14 alle 19) oppure con bonifico bancario intestato a: Raggiungere Tour Operator – Monte dei Paschi di Siena
IBAN IT 38 Q 01030 20000 000000281052
Indicando nella causale:  «PORTE + cognome/nome + n° partecipanti».


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