“Pensare a Rimini. Rimini: una parola fatta
di aste, di soldatini in fila. Non riesco a oggettivare. Rimini
è un pastrocchio, confuso, pauroso, tenero, con questo
grande respiro, questo vuoto aperto del mare. Lì la
nostalgia si fa più limpida, specie il mare d'inverno,
le creste bianche, il gran vento, come l'ho visto la prima
volta.” (Federico Fellini)
LA RIMINI FELLINIANA
Partenza alle ore 9,30. Soste durante il percorso e arrivo
a Rimini.
Iniziamo la visita della città attraverso un itinerario
felliniano: Borgo San Giuliano, uno dei borghi più
popolari e più antichi, fu infatti uno dei luoghi più
amati da Fellini. Quartiere di marinai e pescatori, è
caratterizzato da strette vie e minuscole case dove variopinti
murales ricordano Fellini e i personaggi dei suoi film. Il
Ponte di Tiberio, uno dei maggiori monumenti di epoca romana,
collega il borgo alla città, immettendosi in corso
d’Augusto, cuore pulsante della vita cittadina, dove
si assapora la vivacità e la sorprendente bellezza
del centro storico che armonizza le botteghe artigiane alle
boutique delle grandi firme. Un palazzo seicentesco con facciata
Liberty è la sede del Cinema Fulgor, reso immortale
da Fellini in Amarcord.
Visita alla Fondazione Federico Fellini e alla mostra “I
libri di casa mia: la biblioteca di Fellini in mostra”.
La mostra, è suddivisa in percorsi tematici, resi fruibili
da un allestimento carico di rimandi ai topoi felliniani,
come il richiamo ad una giostra o a una nave che divengono
supporti ideali per consentire ai visitatori di orientarsi
tra i libri che Fellini custodiva nella casa romana di Via
Margutta e nello studio di Corso Italia. Abili videomontaggi
e installazioni multimediali permetteranno al visitatore di
immergersi completamente nell’universo felliniano, mostrando
un affresco completo dell’esperienza umana ed artistica
del regista.
Si terminerà questa “giornata felliniana”
con il check in al lussuoso Grand Hotel di Rimini, la splendida
dimora storica in stile Liberty tanto amata dal grande regista.
Cena in hotel e pernottamento.
LA RIMINI DEI MALATESTA
Dopo la prima colazione in hotel, continueremo la visita della
città.
Visita alla Pinacoteca nel Museo della città, che propone
un percorso espositivo relativo ai secoli XI-XX: con la preziosa
arte della Scuola riminese del Trecento e l'appassionata esperienza
pittorica del Seicento emiliano-romagnolo. Proseguiremo con
la visita della Domus del Chirurgo, sito archeologico di grande
interesse, aperto al pubblico alla fine del 2007, che offre
l’immagine di un’eccezionale stratificazione storica
e urbanistica che racconta duemila anni di vita della città.
Particolarmente suggestivi sono i resti dell’abitazione-ambulatorio
di un medico, con mosaici del II secolo d.C. splendidamente
conservati.
Si prosegue con Piazza Cavour, salotto della città,
dal medioevo fulcro della vita politica, sociale e religiosa
dei riminesi. Al centro della piazza, la statua di Paolo V
con a fianco la fontana della pigna e attorno gli edifici
pubblici più importanti: Palazzo Comunale, Palazzo
dell’Arengo, Palazzo del Podestà, la vecchia
Pescheria, Teatro “Amintore Galli” con, alle spalle,
le possenti fortificazioni di Castel Sismondo. La chiesa di
Sant’Agostino conserva la testimonianza più rilevante
della Scuola Riminese. Piazza dei Tre Martiri, sorta sull’area
del foro romano, teatro di tornei cavallereschi e di tutte
le manifestazioni pubbliche legate alla famiglia dei Malatesta.
Visita al Tempio Malatestiano, una delle opere più
importanti del Rinascimento, creazione del genio di Leon Battista
Alberti. Percorrendo via Bastioni Orientali sono evidenti
avanzi di mura malatestiane che delimitano il parco Alcide
Cervi e si giunge all’Anfiteatro romano, eretto da Adriano
nel II secolo d.C.
Cena libera e pernottamento in hotel.
IL TERRITORIO MALATESTIANO
Check out dall’hotel e partenza per un itinerario verso
i luoghi fortificati malatestiani. Rocche, torri, porte fortificate,
alte mura di cinta che circondano interi paesi testimoniano
quanto fosse potente il sistema di difesa costruito dai Malatesta
nel corso dei tre secoli di dominio su queste terre.
La valle del Conca è ricchissima di testimonianze di
opere di fortificazione volute dai Malatesta. Sosta a Montefiore
Conca: il Castello malatestiano dalle severe forme geometriche
sorge su un alto colle ed è circondato da un borgo
di origini medievali (uno dei borghi più belli d’Italia),
composto da un centro murato di forma circolare le cui strade
convergono tutte verso il castello.
Come tutti i castelli della zona, Saludecio vide le dispute
continue tra i Malatesta e i Montefeltro: risalgono a quell’epoca
i grandi lavori per la costruzione di una rocca e di una vasta
e forte cinta muraria in cui resta armoniosamente racchiuso
il centro storico allungato su una stretta collina, testimonianza
preziosa di struttura medievale. Anche il castello di Montegridolfo
si trova in una “zona calda” del confine con i
Montefeltro. La struttura fortificata del borgo è praticamente
intatta e l’impianto urbanistico è rimasto quello
medievale.
Il nostro itinerario malatestiano si conclude a Gradara, dominio
dei Malatesta fino al 1463. La cinta muraria pausata da torrioni
irti di merli racchiude il compatto centro storico accessibile
sin dalle origini da un’unica porta, la Porta dell’Orologio.
L'interno del castello subì radicali trasformazioni
nel passaggio da fortilizio a residenza signorile. Delle opere
d'arte che servirono a ingentilirlo rimangono in particolare
la battaglia attribuita ad Aspertini (ora nella Sala del Consiglio)
e la Pala in terracotta di Andrea della Robbia nella cappella.
La tradizione popolare vuole che qui si sia svolta la vicenda
amorosa di Paolo e Francesca.
Al termine della visita, partenza per Torino. Soste lungo
il percorso. Arrivo previsto in serata.
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