Un itinerario alla scoperta della Perla del Sud e del suo territorio 27-30 marzo 2012 Martedì, 27 marzo 2012 – 1° giorno - BRINDISI E LECCE
Ritrovo a Torino Caselle alle ore 6,15 e partenza alle ore 7,10, con scalo a Roma, arrivo a Brindisi alle ore 10,40. In pullman privato breve visita della città di BRINDISI che ha costruito la fama del passato e il destino del presente attorno ai due rami del porto interno che proteggono il basso promontorio occupato dall'abitato. L'attuale assetto urbanistico del borgo antico rispecchia ancora l'impostazione aragonese. Tra le visite previste durante la nostra passeggiata: il Duomo , risalente al 1089-1132 ma riedificato quasi del tutto dopo il terremoto del 1743, conserva al suo interno resti di un pavimento a mosaico del XII secolo e la chiesa di S. Giovanni al Sepolcro dell'XI secolo, sede dei Templari e poi dei Cavalieri del Santo Sepolcro, autentico gioiello di architettura normanna introdotta da uno splendido portale. Sosta per il pranzo al rinomato ristorante L'Araba Fenice, da molti considerato il miglior ristorante di pesce del Salento.
Proseguimento del viaggio con destinazione Lecce, capoluogo del Salento. Check-in all'hotel Patria Palace, 5 stelle in pieno centro storico, e inizio visita della città.
Adagiata in una zona pianeggiante LECCE, elegante e suggestiva, ha saputo mantenere inalterato nei secoli un clima di aristocratico distacco verso le sollecitazioni del nuovo. Tra le tortuose vie del centro storico si spalancano i suoi preziosi scrigni: palazzi, chiese, conventi, espressioni di epoche più o meno ricche ma tutte accomunate dall'uso di materiali poveri, la tenera e bianca pietra locale che si patina di un caldo colore dorato al solo contatto con l'aria. Fu proprio l'uso di questo calcare leggero e poroso a permettere l'originalità e la ricchezza che impressero un'impronta peculiare e unica al barocco salentino.
Visiteremo la raffinata e scenografica piazza del Duomo, straordinario quadro architettonico dominato da edifici sei-settecenteschi , fra le maggiori espressioni del barocco leccese, e dalla facciata del duomo, disegnata nelle eleganti linee del barocco leccese culminante con la statua di Sant'Oronzo racchiusa in una sorta di fastoso arco trionfale sulla cattedrale del XII secolo. Saranno oggetto della nostra attenzione: la Basilica di Santa Croce, il più rappresentativo episodio del barocco leccese per quel tripudio di decori in pietra che ammanta e trasfigura la sua monumentale fronte. Sosteremo in Piazza Oronzo quasi interamente occupata dall' Anfieatro ellittico, riportato alla luce nel 1938, e la visita si concluderà al Museo provinciale “Sigismondo Castromediano”: fondato nel 1868 e riallestito con criteri moderni nel 1967, propone una passeggiata archeologica per tutto il Salento, con l'esposizione di materiali diversi ordinati per tipologia e provenienza.
Cena e pernottamento in hotel.
Mercoledì, 28 marzo 2012 – 2° giorno - LA COSTA ADRIATICA
Il paesaggio verso il mare nelle campagne a est di Lecce è segnato inizialmente da radi uliveti e poi da campi coltivati, nati dalla bonifica di SAN CATALDO che ha trasformato terreni paludosi e malsani in fertili orti. La linea della costa è un'alternanza di spiagge e scogliere, con pini marittimi che giungono fino a dune di sabbia, profumata macchia mediterranea, stagni dalle acque salmastre. Attorno a una di queste zone umide è stata creata la RISERVA NATURALE LE CESINE, piccola oasi intatta, habitat ideale per animali di palude e uccelli di passo. I due LAGHI DI ALIMINI, infine, compongono un quadro naturalistico di grande interesse.
Arrivo a OTRANTO , la città più a oriente di tutta la penisola, che in epoca messapica e romana ha avuto un ruolo di primaria importanza per gli scambi con la sponda opposta del Mediterraneo. Dopo la caduta dell'Impero romano d'Occidente, grazie all'afflusso di coloni greco-bizantini e all'insediamento di funzionari pubblici, di ecclesiastici e di commercianti, la città divenne un polo importantissimo di cultura e di potere politico, tanto da dare il proprio nome all'intera penisola salentina che per secoli si chiamò Terra d'Otranto . Anche dopo la conquista normanna (1068) il porto di Otranto continuò ad essere un importante scalo commerciale; ma il periodo di grande splendore fu interrotto bruscamente nel 1480 con l'assedio e la conquista da parte dei Turchi. I cittadini che rifiutarono di rinnegare la propria fede e convertirsi all'islam furono massacrati sul colle della Minerva: gli Ottocento martiri idruntini. Un anno dopo la città fu liberata da Alfonso d'Aragona, duca di Calabria, che rafforzò le difese cittadine con la costruzione del poderoso castello e di nuove mura, ma la centralità politica e culturale non fu più recuperata e Otranto visse un lento ma inesorabile decadimento. A metà del ‘900 la città fu scoperta dai turisti per la bellezza delle sue coste e per le atmosfere che ha saputo conservare nel suo raccolto nucleo medievale, ancora racchiuso tra le mura aragonesi: uno scenario di intatta bellezza con strade strette e tortuose lastricate di pietra viva tra i muri bianchi delle vecchie case. Su tutto dominano il Castello degli Aragonesi , massiccia costruzione a pianta poligonale circondata da un ampio e profondo fossato e la Cattedrale romanica che contiene il più grande, intatto e complesso mosaico pavimentale di tutto il Meridione, concepito come una sorta di enciclopedia per immagini del sapere medievale, realizzato tra il 1163 e il 1165. Databile tra la fine del IX e l'inizio del X secolo è la chiesetta bizantina di San Pietro, con pianta a croce greca inscritta in un quadrato e tre absidi semicircolari.
Proseguiamo con un suggestivo percorso nell'entroterra di Otranto, in una terra già anticamente popolata, come dimostra la presenza non solo di resti di mura messapiche, ma anche di dolmen e menhir che ancora si ergono fra gli ulivi. Si incontrano inoltre cappelle scavate nel tufo e cripte (utilizzate in età medievale da comunità di monaci orientali) con le pareti rivestite di affreschi bizantineggianti. A MINERVINO DI LECCE , tra ulivi e vigneti giace il più grande e meglio conservato fra i monumenti megalitici del Salento, il dolmen Scusi. Inserite in un Parco archeologico, a VASTE, tracce di possenti mura (IV-III secolo a.C.) a ricordare l'antica Bastae , centro messapico, citato da Plinio il Vecchio e da Tolomeo. Il Palazzo Baronale ospita un piccolo ma interessante Museo archeologico della Civiltà messapica che espone materiale ritrovato negli scavi. Poco lontana dall'abitato è la Cripta dei Ss. Stefani, scavata nel tufo con tre navate, tre absidi semicircolari e numerose nicchie. Gli affreschi alle pareti confermano una lunga frequentazione di questo ambiente destinato alla preghiera: i più antichi risalgono al X-XI secolo, mentre altri sono datati al 1376.
Per il mare straordinariamente limpido e dai colori intensi, per le scogliere a strapiombo, il tratto di costa da Otranto a Santa Maria di Leuca è tra i più suggestivi della Puglia ed è stato inserito in un Parco naturale Regionale. La strada costiera corre su alte pareti di roccia, scende a lambire scogli e piccole spiagge, supera anfratti e strette insenature, attraversa piccoli borghi pescherecci e giunge a Santa Maria di Leuca, l'estrema punta del “tallone” formato da uno sperone roccioso che si protende verso il mare, sul quale sorgeva un tempio dedicato a Minerva, ricordato dallo storico Strabone. Al suo posto si trova ora il santuario di S. Maria di Leuca, elevato nel 1990 da Giovanni Paolo II al rango di Basilica pontificia minore. Paradiso dei sub, la costa attorno all'abitato è ricca di grotte e anfratti marini. Le ville eclettiche, di stile moresco, pompeiano e liberty che guardano verso il mare testimoniano una vocazione turistica risalente agli inizi del XIX secolo.
Rientro a Lecce, cena libera e pernottamento in hotel.
Giovedì, 29 marzo 2012 – 3° giorno - LE MURGE SALENTINE E LA COSTA IONICA
Partenza per GALATINA. L'origine di questa cittadina si deve a coloni greci che a partire dal VI secolo occuparono queste terre, infondendovi la propria lingua e la propria cultura, ma anche incrementando traffici e commerci. Divenuto agli inizi del XIV secolo, sotto la signoria degli Orsini-Del Balzo, uno dei principali centri culturali ed economici di un vasto contado, con la presenza di un grande mercato settimanale, di importanti fiere agricole e di un fiorente allevamento di bestiame, raggiunse nel ‘700 un florido periodo di ricchezza e sviluppo. All'espansione edilizia, che segnò la nascita di eleganti palazzi abbelliti da ricchi portali e numerose chiese, si unì una riorganizzazione urbanistica dell'abitato con vie lastricate di pietra viva. Il principale monumento cittadino è la chiesa di S. Caterina d'Alessandria , voluta da Raimondello Orsini-Del Balzo (1384-91) per quella parte della popolazione che non parlava greco. All'interno, a cinque navate, pareti e volte sono interamente ricoperte di preziosi affreschi quattrocenteschi, opera di maestranze di scuola giottesca, divisi in 150 scene: cicli dell'Apocalisse, della Genesi, storie della Vita di Cristo, storie della Vergine, storie della vita di S. Caterina di Alessandria.
Proseguimento nell'entroterra gallipolino punteggiato di piccoli borghi dalle case imbiancate a calce: queste terre generose regalano vini di carattere intenso e deciso. Tappa principale è NARDÒ, capitale di un piccolo ducato che per secoli rivaleggiò con Lecce in campo artistico e culturale. Lo testimoniano le eleganti architetture dalle linee barocche del centro storico ancora disposto secondo l'originario impianto urbano: in Piazza Salandra, fulcro cittadino, archi, balconi, logge, portali con decori rococò compongono un spettacolare quadro uniforme attorno all'alta guglia dell'Immacolata, ricca di fregi festoni e cuspidi.
Arrivo a GALLIPOLI, città-isola sospesa tra mare e cielo, sorta su uno stretto promontorio e un'isoletta calcarea. L'espansione moderna che disegna sul promontorio un'ordinata scacchiera di strade ortogonali si contrappone al cuore antico proteso verso il mare, denso di atmosfere mediterranee e di inaspettati sapori d'Oriente, ancora racchiuso straordinariamente integro nel cerchio di antiche mura: le strade tortuose, l'intrico dei vicoli, le innumerevoli corti determinano una forte continuità ambientale e diventano, secondo una logica di chiara matrice islamica, luoghi di aggregazione. Proprio al centro dell'isola, la Cattedrale, iniziata nel 1629 e terminata nel 1696, richiama i modi del barocco leccese, con grandi dipinti sei-settecenteschi a rivestire soffitto e pareti. Nel cinquecentesco Palazzo Granafei, un Frantoio oleario ipogeo, con tronchi e presse del XVII secolo. All'estremo margine dell'isola, sul tratto Riviera Sauro , impareggiabili viste su isolette e scogli, poco distanti. Sopra le antiche mura si può compiere il periplo del nucleo antico.
Rientro a Lecce lungo la costa ionica. Nel tratto di costa da Gallipoli a Porto Cesàreo si attraversa il Parco naturale regionale di Porto Selvaggio: grotte, anfratti, doline, antri naturali e cavità di origine carsica caratterizzano quest'area protetta che comprende un'ampia fascia costiera prevalentemente rivestita di conifere, acacie, tamerici e lecci. Istituito nel 1980, ha riunito nel 2006 anche l'area naturale protetta della Palude del capitano , formata da pozzi carsici provocati dallo sprofondamento di piccoli anfratti o canali sotterranei che si riempiono di acque cristalline. Arrivo a Lecce, cena libera e pernottamento in hotel.
Venerdì, 30 marzo 2012 – 4° giorno IL TAVOLATO DI LECCE
Prima colazione e check-out dall'hotel. Partenza
in pullman privato per il tavolato di Lecce
a tratti arido, quasi privo di alberi, coltivato a tabacco
e viti con rari uliveti, una campagna segnata dalla lunga
permanenza dell'uomo, confermata dalla presenza di dolmen
e da mura messapiche. Nei piccoli centri distanti poche miglia
l'uno dall'altro, permangono antichi palazzi dei feudatari
locali trasformati in epoca barocca. SAN CESARIO DI
LECCE si caratterizza per un Palazzo Ducale
dalla scenografica facciata barocca ornata di statue
e busti. COPERTINO è celebre per
il poderoso castello , una delle strutture
difensive più interessanti di tutto il Salento, eretto
tra il 1530 e il 1540: costruzione cinta da un fossato con
un portale rinascimentale concepito come
un arco di trionfo e un mastio angioino racchiuso nella bastionata
trapezoidale. Nel cortile interno, con pozzo e loggia, la
cappella di S. Marco interamente affrescata
dal pittore manierista Gianserio Strafella e, negli ambienti
residenziali cinquecenteschi, è presente la cappella
gentilizia dedicata Santa Maria Maddalena,
con affreschi del ‘400 rinvenuta recentemente durante
i lavori di restauro.
Durante il percorso di avvicinamento all'aeroporto di Brindisi, sosta all' Abbazia di S. Maria di Cerrate , già citata nei documenti del 1113. Di pure linee romaniche la chiesa, con facciata a capanna ornata di rosone e arcatelle cieche che corrono anche lungo i fianchi, presenta un portale riccamente scolpito con decorazioni a carattere vegetale. L'apparato decorativo dell'interno ricorda la presenza di monaci greci, non solo in alcune scritte, ma soprattutto negli affreschi di gusto bizantino che ornano le absidi e i sottarchi.
Partenza dall'aeroporto di Brindisi alle ore 18,05 e, con scalo a Roma, arrivo a Torino alle ore 22,25.
Scheda tecnica
Quota individuale di partecipazione in camera doppia € 830,00 (da 22 a 30 partecipanti)
€ 870,00 (da 15 a 21 partecipanti)
Supplemento camera singola € 75,00
Eventuale assicurazione per rinuncia al viaggio € 45,50 (in doppia)
€ 49,00 (in singola)
La quota comprende : viaggio aereo a/r Alitalia, sistemazione in hotel centrale 5* in trattamento di pernottamento e prima colazione, tutti i trasferimenti indicati in programma in pullman privato, un pranzo in ristorante e una cena in hotel, le visite e gli ingressi indicati in programma, accompagnamento culturale, documentazione di viaggio, assicurazione medico-bagaglio Mondial Assistance, coordinamento dell'organizzazione per tutta la durata del viaggio.
La quota non comprende : i pasti non indicati in programma, eventuali aumenti delle tasse aeroportuali (pari a € 143,00 al 27/01/12), le polizze facoltative e tutto quanto non specificamente indicato in “la quota comprende” o citato in programma.
N.B. Sono possibili partenze anche da altre città
Pagamenti :
Iscrizione e versamento quota entro il 15 febbraio 2012
Penalità per rinuncia:
10% sino a 30 gg. prima della partenza 25% sino a 21 gg. prima della partenza
50% sino a 11 gg. prima della partenza 75% sino a 3 gg. prima della partenza
Numero minimo e massimo di partecipanti: 15-30
Pagamenti :
I pagamenti vanno effettuati con bonifico bancario intestato a:
Raggiungere Tour Operator
Monte dei Paschi di Siena
IBAN IT 38 Q 01030 20000 000000281052
Per informazioni e iscrizioni:
Raggiungere Tour Operator
Corso Fiume, 10 – 10133 Torino
Tel. 011 6604261 – Fax 011 6604263
E-mail: info@raggiungere.net
Dr.ssa Marina Emprin Gilardini
|